Lago di Bolsena - Isola Bisentina

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Descrizione dell'isola Bisentina sul lago di Bolsena in Provincia di Viterbo e informazioni turistiche per le vostre vacanze sulle sponde del Lago di Bolsena.

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Isola bisentina sul lago di Bolsena

ISOLA BISENTINA:
Di fronte all'abitato di Capodimonte sorge l'isola Bisentina: come la vicina isola Martana è quello che resta di un antico cono vulcanico e deve il suo nome a Bisentium, centro fiorente in epoca etrusca, romana e medioevale, che le si trovava di fronte.
È la più grande delle due isole, con i suoi 700 metri di lunghezza e i 500 di larghezza e costituisce un vasto parco naturale dove crescono piante rigogliose, soprattutto lecci, e dove vivono anche molte specie di animali.
Tracce di insediamenti palafitticoli, oggi sommersi, al largo dell'isola, testimoniano la presenza dell'uomo sulla Bisentina già in epoche arcaiche.
La presenza di insediamenti in epoca etrusca è testimoniata invece da ritrovamenti di tombe e vasellame databili intorno al VI secolo a.C; come gli Etruschi, anche i Romani hanno lasciato tracce ancora visibili della loro permanenza sull'isola.
Si sa che nel IX secolo le popolazioni dei paesi rivieraschi vi si rifugiarono per scampare alle incursioni dei saraceni.
Nel corso del Medioevo, l'isola cominciò a seguire le vicende della Chiesa.
Intorno alla metà del 1200, essa divenne proprietà dei signori di Bisenzio i quali, per una questione di ripicca nei confronti degli isolani che non li appoggiavano nelle loro lotte per il predominio del lago, diedero alle fiamme l'isola abbandonandola.
Quando nel 1261 fu eletto papa Urbano IV, questi volle restaurare il prestigio papale nei domini della Chiesa, comprese le due isole del lago; il pontefice riconquistò infatti l'isola Bisentina e, per cancellare il ricordo della passata signoria dei Bisenzi, volle chiamarla Urbana, dal suo stesso nome.
La rocca che era stata rasa al suolo dai Bisenzi fu ricostruita.
In fondo alla torre si adoperò uno scavo precedente come carcere detto della Malta (cioè del fango), dove furono imprigionati Angelario, abate di Montecassino nel 1295, Ranieri Ghiberti, Gran Maestro dei Templari nel 1299 ed un gruppo di monaci eretici nel 1359.
Nel 1296 il papa Bonifacio VIII assoggettava l'isola al dominio di Orvieto, seppure con molte riserve.
Nel 1333, essa fu distrutta da Ludovico il Bavaro che era stato accusato di eresia e scomunicato dal papa.
Nel 1400, l'isola Bisentina diventava proprietà dei Farnese; verso la metà di quell'anno, vi veniva seppellito Ranuccio Farnese (ed un secolo dopo avrà sepoltura, nello stesso luogo, un altro Ranuccio Farnese, nipote di Paolo III).
Nel 1462, il signore di Capodimonte Gabriele Farnese organizzò per il papa Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini, una storica regata di pescatori dei paesi rivieraschi che, dopo alterne vicende, si concluse con la vittoria dei Martani, con grande scorno e vergogna dei Bolsenesi.
Nell'ottobre del 1517, il cardinale Alessandro Farnese organizzò un ricevimento sull'isola in onore di papa Leone X.
Negli anni intomo al 1530, il cardinal Farnese, circondato da letterali quali Paolo Giovio e Paolo Cortese, trascorreva le sue estati all'isola; nel 1534 egli fu eletto papa con il nome di Paolo III.
Nel 1635, l'isola Bisentina era governata dal duca di Castro Odoardo Farnese;
Questi aveva contratto un forte debito col Monte di Pietà di Roma, impegnando con ipoteca il Ducato; II papa Urbano VIII, già in urto col Farnese, colse il pretesto di detta ipoteca per riunire il Ducato di Castro al Dominio Ecclesiastico;
Nella lotta tra il papa e il duca di Castro si intromise la Francia e la questione fu sopita.
Fu Innocenzo X a portare a termine il progetto del suo predecessore, con la totale distruzione di Castro, nel 1649.
Con la fine del ducato di Castro, entrambe le isole, la Martana e la Bisentina, tornarono alla Chiesa.
Nel 1707, regnando Clemente XI, la Camera Apostolica concesse l'isola Bisentina al vescovo di Montefiascone, per uso di villeggiatura del Seminario di quella diocesi; concessione che fu confermata da Innocenzo XIII e Clemente XII finché, nel 1752, l'isola fu data in enfiteusi al conte Giraud che la trasformò in un giardino.
Sull'isola sorgono monumenti notevoli, il più importante dei quali è la Chiesa rinascimentale dei Santi Giacomo e Cristoforo, il cui progetto fu affidato dal cardinale Alessandro Farnese al Vignola.
Disseminate lungo l'isola vi sono ben sette piccole cappellela più pregevole delle quali è il Tempietto di Santa Caterina, a pianta ottagonale, chiamato comunemente la Rocchina, attribuita ad Antonio da Sangallo il Giovane;
La più antica delle cappelle è l'Oratorio di San Francesco, mentre l'Oratorio di Monte Oliveta, risalente agli inizi del XVII secolo, sostituì probabilmente un più antico tempietto del quale parla anche il Vasari.