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LA CITTA' DI BOLSENA:
Posta sul pendio della cinta craterica dei Monti
Volsini ed in parte protesa verso le rive pianeggianti,
Bolsena si offre all'occhio del visitatore lungo la sponda
nord-orientale del lago omonimo, a 350 metri sul livello
del mare.
NOTIZIE STORICHE SU BOLSENA:
Gli Etruschi a Bolsena:
Solo modeste tracce ha lasciato la presenza etrusca nel
comune di Bolsena in un piccolo insediamento fortificato
ed in alcune tombe risalenti al VII-VI secolo a.C.
Invece tra le località che si affacciavano sulle
acque del lago di Bolsena, quella che ebbe maggiore importanza
in epoca etrusca fu Bisenzio che, arroccata su di uno sperone
roccioso, controllava vaste aree pianeggianti.
Tracce della presenza etrusca sono rilevabili anche sulle
due isole che fanno parte del lago di Bolsena, in
particolare sull'isola Bisentina, dove la presenza
di insediamenti etruschi è testimoniata da ritrovamenti
di tombe e vasellame databili al VI secolo a.C.
I Romani a Bolsena:
Quando i Romani, nella loro espansione verso i territori
dell'area tiberina e della costa tirrenica, distrussero
definitivamente l'etrusca Velzna (l'attuale Orvieto) nel
264 a.C., gli scampati scesero a popolare le sponde nord-orientali
del lago di Bolsena. Sorse così Volsinii Novi, in
posizione meno munita della precedente.
Fu questa la prima "colonizzazione" romana di
una popolazione che, dopo la distruzione, conduceva una
vita sociale dal tono dimesso.
In seguito, quando Volsinii fu compresa nel tracciato della
Via Cassia iniziò la "civilizzazione" romana
e, alla fine della Guerra Sociale (89 a.C), l'integrazione
di Volsinii al mondo romano fu completa, con la
sua elevazione a Municipio.
Numerose iscrizioni di carattere pubblico documentano un
periodo di prosperità che Volsinii attraversò
tra il I ed il IV secolo d.C., periodo nel quale diede i
natali a personaggi celebri quali Lucio Seio Strabene e
Lucio Elio Sciano, rispettivamente padre e figlio, entrambi
prefetti del pretorio sotto gli imperatori Augusto e Tiberio,
nonché al poeta Rufo Pesto Avieno, che ebbe anche
la carica di proconsole d'Africa ed al filosofo Caio Rufo
Musonio.
Il Cristianesimo a Bolsena:
Importanti testimonianze paleocristiane, quali le Catacombe
di Santa Cristina e quelle di Gratte, (attive nel IV e V
secolo d.C.), documentano in Bolsena la presenza
di una numerosa comunità cristiana molto attiva,
sorta intorno al culto di Santa Cristina, anche se ancora
fortemente attaccata alle tradizioni pagane.
Scarse e piuttosto tarde sono le testimonianze letterarie
relative alla prima comunità cristiana bolsenese,
tuttavia sappiamo che in questo periodo la città
fu sede di diocesi, anche se per un lasso di tempo
relativamente breve; è possibile infatti che in seguito
la dignità episcopale sia passata da Bolsena ad Orvieto
e Bagnoregio, la cui importanza si era accresciuta in età
longobarda.
La Città di Bolsena tra
il Medioevo ed il Rinascimento:
Bolsena venne rasa al suolo dai Longobardi nella seconda
metà del VI secolo d.C.; i superstiti delle terribili
incursioni abbandonarono la città romana e costruirono
un nuovo borgo, un primo modesto nucleo abitato, sulla rupe
che ancora oggi ospita il quartiere medievale.
Alla fine della dominazione longobarda, Bolsena entrò
a far parte dei possedimenti della Chiesa, sotto la diocesi
di Orvieto di cui divenne in pratica una proprietà;
infatti, nel 1398 il papa Bonifacio IX la concesse in vicariato
ai Monaldeschi della Cervara, che ne ebbero il possesso
fino alla metà del XV secolo.
All'epoca dei Monaldeschi risale la rocca che domina la
rupe attorno alla quale si stringe il borgo medievale; essa
fu fatta costruire sul finire del XIV secolo dai Monaldeschi,
come roccaforte del loro dominio su Bolsena.
Nel 1263, essendo papa in Orvieto Urbano IV, avvenne a Bolsena
quel Miracolo eucaristico la cui fama si
diffuse rapidamente nel mondo cristiano e che sollecitò
il pontefice ad istituire, con la Bolla transitums de hoc
mundo, la festività del Corpus Domini,
affidando a Tommaso d'Aquino la stesura dell'Ufficiatura
e della Messa per questa nuova solenne festività.
Nel corso del Rinascimento, la storia di Bolsena procede
parallelamente a quella del Papato.
Bolsena fu a quell'epoca meta ambita di
illustri personaggi, dal cardinale Giovanni de' Medici,
il futuro Leone X, alla cui volontà dobbiamo la costruzione
della facciata della Chiesa di Santa Cristina (fine del
XV secolo), al cardinale Tiberio Crispo che, intorno alla
metà del '500, fece erigere il palazzo che porta
il suo nome, come residenza del Cardinale Legato del Patrimonio
che aveva sede appunto a Bolsena; dal Pontefice Pio II Piccolomini
a Paolo III Farnese. Benvenuti a Bolsena.
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